Etruria

EtruriaSpiaggia di San Vincenzo e dal lungomare vista panoramica. Diritto d'autore: stevanzz / 123RF Archivio Fotografico

Presentazione


"Pittoresco" è forse l’aggettivo più indicato per qualificare il tratto di litorale chiamato Costa degli Etruschi, caratterizzato da coste a picco sul mare, punteggiate da borghi di pescatori e incorniciate dai ciuffi verdi delle colline. Un paesaggio superbo che da sempre incanta scrittori, poeti, artisti alla ricerca di stimoli.
Qui infatti sono nate molte delle tele dei "Macchiaioli", eredi italiani della pittura all’aria aperta scoperta dagli Impressionisti. Il livello dei servizi turistici nella Costa degli Etruschi è eccellente, collaudato da decenni di esperienza e supportato da risultati lusinghieri: la fedeltà dei visitatori che si affidano al leggendario ritornello "per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare" è la prima conferma di un lavoro svolto con passione e professionalità. Strutture ricettive e ristoranti di grande qualità, occasioni innumerevoli per praticare ogni tipo di sport, stabilimenti balneari attrezzati di tutto punto, eccellenti cartelloni di eventi per l’intrattenimento serale, rassegne di pittura di rilievo internazionale, stagioni concertistiche di classica e lirica, locali notturni e discoteche per tutti i gusti, sono solo una parte di ciò che la Costa degli Etruschi ha da offrire.
Percorrendo la Costa degli Etruschi potrete passare una vacanza davvero completa, avrete la possibilità di sbizzarrirvi tra i bagni in acque premiate ogni anno per la loro trasparenza e pulizia, godervi il sole in calette minuscole e isolate, esplorare l’affascinante storia degli Etruschi, una delle più grandi ed evolute civiltà mediterranee che qui ha lasciato un segno indelebile, immergervi nella natura che qui beneficia di una concentrazione invidiabile di aree protette e tutelate, oppure spingervi alla scoperta dei borghi di collina, dove oltre all’atmosfera rilassante e suggestiva potrete gustare anche specialità gastronomiche ed enologiche di eccellente qualità.L’offerta turistica della Costa degli Etruschi non si limita dunque ai mesi di altissima stagione estiva, anzi i periodi migliori per avventurarsi alla scoperta delle oasi naturalistiche protette, cimentarsi con il trekking o immergersi nel fascino del suo patrimonio archeologico, sono sicuramente l’autunno e la primavera.
A settembre poi c’è da percorrere la Strada del Vino che attraversa le colline alle spalle del litorale per condurre i visitatori nelle cantine dove il prezioso frutto della vendemmia si trasforma nella bevanda toscana per eccellenza. Proprio in Val di Cornia è nato l'ormai celeberrimo "Sassicaia", definito il miglior vino del mondo, che ha fatto parlare della Costa degli Etruschi come del nuovo Eldorado dei vini italiani.
Sono tre le Denominazioni di Origine Controllata che sono state attribuite ad altrettante zone della Costa Etrusca per certificare la qualità dei vini di produzione locale: Montescudaio, Bolgheri e la Val di Cornia. Per offrire al turista la possibilità di una visita alternativa nelle terre degli Etruschi, è nata la Strada del Vino della Costa degli Etruschi che percorre la fascia collinare compresa fra Livorno e Piombino. Si tratta di un itinerario di intensa suggestione che vi condurrà attraverso borghi medievali e piccole pievi, antichi poderi e cantine dove potrete assaggiare i migliori sapori della cucina locale e soprattutto degustare gli eccellenti vini della Costa.

Gli Etruschi


La presenza degli Etruschi lungo la costa livornese risale almeno al IX secolo a. C., quando quella che sarebbe in breve divenuta un'opulenta e potentissima civiltà, era soltanto agli albori. La Costa che ancora oggi ne porta il nome conserva inestimabili reperti archeologici: aggirandosi per gli scavi di Populonia si può ancora lasciarsi sfiorare dal fascino antico della grande civiltà scomparsa. Gli Etruschi accrebbero a dismisura potenza e ricchezza dando forte impulso all'attività mineraria e siderurgica: iniziarono a scavare nelle viscere della regione italiana più ricca di minerali in assoluto, costruirono "industrie" per trasformarli in prezioso metallo che commerciavano in tutto il bacino del Mediterraneo.
La posizione geografica di Populonia, protetta nel Golfo di Baratti ed al centro della "via del ferro" tra l'Elba e le Colline Metallifere, le garantì l'ascesa ad epicentro dell'attività metallurgica. A partire dal VII secolo a.C., Populonia incrementa e consolida il suo ruolo di "imperatrice" della lavorazione dei metalli nel Mediterraneo, tanto che sopra l'area delle necropoli lungo la costa viene edificato un vero e proprio quartiere industriale.
Le discariche di scorie derivanti dall'attività siderurgica, modificarono così profondamente il paesaggio che i segni si vedono ancora oggi. Purtroppo la sciagurata attività di trivellazione condotta negli Anni Trenta per recuperare il metallo residuo, ha distrutto buona parte delle necropoli e dei quartieri etruschi conservati sotto terra.
Gli Etruschi erano ovviamente anche eccellenti lupi di mare, commerciavano con la Grecia e la Francia metalli puri, manufatti ed utensili, vasellame, tessuti e prodotti agricoli di pregio, come testimoniato di recente dal prezioso relitto rivenuto all'Isola del Giglio. Nel corso del V secolo a.C. iniziò il declino commerciale della civiltà etrusca, messa a dura prova dalla sconfitta di Cuma, dove soccombette alla superiorità Siracusana: sopravviverà solo Populonia, ma sotto il controllo di Siracusa.
Gli amanti del trekking possono seguire le tracce degli etruschi percorrendo gli itinerari della Val di Cornia e del Promontorio di Piombino. Splendido il percorso che dalla località Il Reciso porta alle Buche delle Fate, dove il mare è veramente cristallino e lambisce una una necropoli etrusca di raro fascino, protetta da un bosco di lecci: il vento e il mare hanno sagomato gli scogli come non avrebbe saputo fare la mano di un maestro scultore, disegnando un paesaggio che trasuda magia e incanto, come indica bene il nome dato alla località. Decisamente panoramico è invece l'itinerario che partendo dal parcheggio di Cala Moresca tocca Spiaggia Lunga e l'insenatura di Fosso alle Canne: quando il cielo è limpido si vede bene la vicina Isola d'Elba. I più allenati potranno anche attraversare il promontorio di Piombino: si arriva fino a Poggio Grosso e si riscende fino al vallone di Fosso San Quirico, per poi ritrovarsi sulla strada che collega Baratti e Populonia.

Costa protetta


Le riserve, i parchi naturali ed archeologici, le oasi naturalistiche nella Costa degli Etruschi.

Sia lungo il litorale che nell'entroterra della Costa degli Etruschi, la natura gode di particolari forme di tutela e conservazione e mostra una concentrazione davvero insolita, e gradita, di oasi, rifugi faunistici, parchi naturali e aree protette. Ovviamente lungo il litorale primeggia la macchia mediterranea, caratterizzata da cespugli bassi ed aromatici e che si spinge fin quasi a lambire il mare con i caratteristici "tomboli". Poco più in alto, le colline sono ricoperte di oliveti e vigneti che restituiscono vini pregiati ed un olio extravergine con caratteristiche di eccellenza.
Proseguendo ancora nell'interno, magari a piedi per raggiungere qualche borgo rimasto intatto nonostante il turismo di massa, si percorrono boschi d'alto fusto che ospitano castagni, lecci e sugheri. La natura insomma è stata particolarmente generosa con gli abitanti di queste terre che oggi la ricompensano con un vasto ed articolato sistema di aree protette, per metterla al riparo dagli inevitabili scempi provocati dal turismo di massa e dalla cementificazione selvaggia. Complessivamente, in un tratto di costa relativamente breve, si trovano il Parco delle colline livornesi, la Macchia della Magona, il Rifugio faunistico di Bolgheri, l' Oasi del WWF di Orti e Bottagone, il Parco archeologico di Baratti e Populonia, il Parco archeominerario di San Silvestro, i Parchi costieri di Rimigliano e della Sterpaia, il Parco forestale di Poggio Neri e il Parco naturale di Montoni.

Il parco delle colline livornesi


Il Parco delle colline livornesi fino a qualche anno fa era poco più di un'idea, stimolata dall'intelligente proposito di salvaguardare la zona collinare che si trova alle spalle della città di Livorno. Oggi si sta mettendo mano ad una serie di interventi volti a tutelare questo splendido patrimonio ecoturistico a due passi dalla città, predisponendo anche la segnaletica sui percorsi e la relativa cartografia. Due dei percorsi più suggestivi sono quelli dell'Acquedotto di Colognole e della Valle del Chioma. Il primo parte dall'abitato di Valle Benedetta, sulla via della Sambuca, per attraversare un bosco fitto e ombreggiato fino ai ruderi dell'acquedotto del Settecento. Da qui si riscende fino al punto di partenza. Altrettanto suggestivo è l'itinerario che parte e ritorna al Santuario di Montenero, attraversando una campagna splendida e intatta.

La macchia della Magona


L'area protetta della Macchia della Magona si trova nel comune di Bibbona, a pochi passi dal mare, e costituisce perciò un'alternativa gradevole alla solita giornata in spiaggia. Un bosco di 1600 ettari, incontaminato, dove regnano silenzio e quiete e il paesaggio mostra tratti molto simili a quello maremmano, aspro e selvaggio, assolutamente splendido. In passato la foresta della Magona costituiva la principale fonte di approvvigionamento di legname, dal quale si ricavava il combustibile necessario alle ferriere della Real Magona di Cecina. Oggi è un territorio protetto che richiama turisti rispettosi dell'ambiente e intenzionati ad esplorarlo senza turbare i suoi delicati equilibri. Si può percorrere il parco sia a piedi che a cavallo, per raggiungere il cuore della foresta dichiarato riserva naturale biogenetica, oppure scegliere di attraversare da cima a fondo la Macchia della Magona, magari nella speranza di incontrare qualche esemplare della ricchissima fauna che qui vive ancora indisturbata.

Rifugio faunistico di Bolgheri


L'oasi di protezione di Bolgheri venne istituita nel 1962 su iniziativa privata: a volerla fu il marchese Mario Incisa della Rocchetta, proprietario del terreno che oggi ospita una riserva palustre di circa 600 ettari dove vivono e nidificano migliaia di specie di uccelli. L'area umida di Bolgheri costituisce un abituale punto d'approdo per tantissime specie di uccelli migratori come gli aironi, le cicogne nere e le pavoncelle e qui, nel periodo invernale, nidificano specie come il Cavaliere d'Italia, il raro airone rosso, il tuffetto e il germano reale. Il parco si può visitare soltanto da ottobre ad aprile, proprio per evitare un'invasione di massa nel periodo estivo che turberebbe la quiete di questo paradiso degli uccelli.

Oasi WWF di Orti e Bottegone


Percorrendo poco più di dieci chilometri fuori da Piombino, in direzione del Vignale, si trova l'ultima oasi paludosa della Val di Cornia, sopravvissuta alle imponenti operazioni di bonifica avviate nel Settecento dai Granduchi di Toscana. Quasi 100 ettari di terreno palustre gestito dal WWF dove è stata registrata la presenza di almeno 200 diverse specie di uccelli. L'Oasi è divisa in due parti: la palude di acqua salata di Orti, dove vive la salicornia, una pianta resistente alla salinità, e la palude d'acqua dolce di Bottagone, dove regnano canneti, gigli d'acqua, giunchi ed orchidee palustri. Anche qui si trovano e nidificano gli aironi, l'ormai rarissima cicogna bianca e varie specie di anatre.

Parco archeologico di Baratti e Populonia


Il territorio compreso fra le pendici del promontorio di Piombino e il golfo di Baratti ospita uno dei più interessanti parchi della Costa degli Etruschi, il Parco archeologico di Baratti e Populonia, dove si conserva una necropoli monumentale etrusca di grandissima importanza storica, archeologica e culturale che testimonia della fiorente civiltà nata intorno allo sfruttamento del ferro. A partire dal IX secolo a.C., Populonia si affermò come uno degli approdi strategici più importanti per il commercio del ferro, al centro delle rotte che collegavano la Sardegna con la Corsica e l'Etruria. Tra il VI e il IV secolo prima di Cristo, la città divenne il principale insediamento siderurgico del Mediterraneo: di quel florido periodo si conserva la memoria nei resti di installazioni portuali, attività industriali, quartieri residenziali e tombe monumentali. Il percorso della Via del Ferro conduce ai resti degli antichi edifici destinati all'attività siderurgica e al Centro di archeologia sperimentale, dove i visitatori potranno cimentarsi con esperienze di scavo stratigrafico oppure provare a realizzare vasellame, manufatti metallici e tessili, ornamenti e monili avvalendosi delle tecniche e dei materiali in uso al tempo degli Etruschi. La Via delle Cave porta invece alla Necropoli delle Grotte, un'area inizialmente adibita all'attività estrattiva e utilizzata in età ellenistica per ricavare tombe a camera. Qui si può godere di una vista davvero straordinaria, sia per il notevole impatto scenografico della necropoli che per il panorama sulla Val di Cornia e il Golfo di Baratti. La Via dei Principi si snoda all'interno del Parco archeologico attraversando la Necropoli di San Cerbone, dove sono visibili le più antiche tombe familiari a camera dell'intera Etruria. Nello stesso complesso cimiteriale etrusco si trovano anche tombe a edicola e a cassone, di foggia più semplice e destinate ad accogliere defunti meno abbienti. Nel centro visita del Parco si conserva anche il ricco corredo funerario dell'unica tomba trovata inviolata dagli archeologi nella Necropoli delle Grotte.

Parco archeominerario di San Silvestro


Il Parco archeominerario di San Silvestro è una sorta di libro di storia a cielo aperto, dove si può leggere il filo rosso che da sempre lega la Val di Cornia all'estrazione del ferro e all'attività siderurgica. L'uomo cominciò già nel VII secolo a.C. a perforare le rocce del Campigliese alla ricerca di preziosi minerali che, al termine di un lungo a laborioso ciclo produttivo, si trasformavano in metalli da forgiare e vendere a caro prezzo. Il Parco di San Silvestro protegge oggi 450 ettari di territorio, con l'intento di ripercorrere gli itinerari storici dell'attività estrattiva sulle colline che si trovano a nord di Campiglia Marittima. All'interno del Parco si snodano sei itinerari di grande interesse e suggestione, immersi nel verde intenso di una natura incontaminata dove prevale la tipica flora delle colline costiere toscane, composta da bassa macchia mediterranea e bosco ceduo. La Via del Temperino ricalca in parte il percorso della ferrovia che trasportava il minerale ai primi del Novecento e illustra le varie fasi di coltivazione e sfruttamento del suolo adottate dal periodo etrusco fino ai giorni nostri. La Via delle Ferruzze è probabilmente il percorso più spettacolare che si snoda lungo la linea dei filoni metalliferi e consente di osservare da vicino le imboccature delle miniere antiche, le cave a cielo aperto, i resti dei pozzi di estrazione: dominano il giallo e il rosso delle discariche minerarie ormai abbandonate. La Via dei Lanzi attraversa la valle omonima per raggiungere la suggestiva Rocca di San Silvestro, costeggiando pozzi di estrazione medievali, edifici medicei e impianti industriali in disuso. Rocca San Silvestro è un villaggio di minatori e fonditori fondato attorno al Mille da ricchi signori intenzionati a sfruttare le immense risorse minerarie locali: da qui parte la Via dei Manienti che si snoda attraverso le miniere medievali. Il più originale dei percorsi da seguire nel Parco di San Silvestro è la Miniera del Temperino, che inizia nel Museo della Miniera per poi scendere nel sottosuolo ad esplorare la Galleria del Temperino, un tracciato lungo 360 metri punteggiato da gallerie e scavi per l'estrazione del periodo etrusco e di età moderna.

Parco costiero di Rimigliano


In posizione magnifica, tra il Golfo di Baratti e San Vincenzo, il Parco di Rimigliano è una striscia di rigogliosa vegetazione mediterranea compresa fra il mare e la "Via della Principessa". Istituito nel '73, il Parco protegge 120 ettari di vegetazione mediterranea costiera, dando rifugio a numerose specie animali come lo scoiattolo, il coniglio selvatico, l'istrice, il tasso e la volpe. Percorrere il sentiero che attraversa quest'area verde affacciata sul mare e ombreggiata dai pini, consente anche di vedere da vicino i famosi tomboli, delle fasce di vegetazione che dal mare si spingono verso l'interno anche per più di mezzo chilometro: la macchia bassa lascia via via spazio alle imponenti pinete, messe a dimora nel corso delle operazioni di bonifica del secolo scorso.

Parco costiero della Sterpaia


E' un vero e proprio gioiello della Val di Cornia, una preziosa e rara foresta umida scampata al disboscamento indiscriminato e recuperata dal comune dopo che qualche furbastro aveva provato a costruirsi qui, abusivamente, la sua villetta al mare. Il Parco costiero della Sterpaia oggi protegge un'area rimasta intatta che mostra l'antico volto litoraneo della Maremma, paludoso e umido, a due passi dal mare, rifugio di innumerevoli specie animali. La vegetazione del Parco è dir poco rigogliosa, con la volta arborea intricata e composta da tantissime specie diverse che si sviluppano verso il cielo con forme davvero sorprendenti. Camminare attraverso le dune di sabbia fino a scoprire il mare nel Parco della Sterpaia è una delle esperienze più suggestive che potrete fare sulla Costa degli Etruschi.

Parco di Montoni


Vicinissimo allo splendido borgo di Suvereto, il Parco di Montoni ripercorre le tracce lasciate nel corso dei secoli da pastori e cacciatori, taglialegna e carbonai. Flora e fauna danno il loro meglio e qui si conservano anche i resti di un antico villaggio minerario di epoca napoleonica voluto da Elisa Bonaparte Baiocchi

Parco di Poggio Neri


A pochi passi dall'antico borgo di Sassetta si trova il bosco incontaminato di castagni, lecci e querce dove scorrazzano liberi e tranquilli cinghiali, caprioli e molti altri mammiferi tipici della zona. Il comune sta mettendo mano agli interventi necessari per migliorare la fruizione del parco da parte dei visitatori.

Vini e prodotti tipici


Locande ed enoteche, trattorie e ristoranti di lusso, locali culto come il Gambero Rosso di San Vincenzo dove si riscoprono sapori quasi dimenticati sono disseminati lungo tutta la Costa degli Etruschi. Un'arte antichissima la gastronomia per queste terre, che oggi trova nuova linfa nella fantasia dei cuochi e nell'eccellente qualità dei prodotti locali. Nel piatto si mescolano il mare e le colline della Costa degli Etruschi, una varietà invidiabile di ricette e sapori nata da una diversità geografica davvero notevole per una striscia di terra tutto sommato molto esigua.
La cucina nata dal mare propone prima di tutto il celeberrimo cacciucco, ma i buongustai dovranno assaggiare almeno una volta il baccalà e le triglie alla livornese, il riso al nero di seppia, il polpo lesso e l'inzimino di seppie. Da non mancare la zuppa di arselle, le grigliate di pesce nobile e i gamberoni in guazzetto: insomma, in vacanza niente dieta, soprattutto nella Costa degli Etruschi. Per lo spuntino di metà giornata, la gente di mare, predilige la torta o cecìna, una gustosa preparazione a base di farina di ceci cosparsa con abbondante pepe nero. Pasta fresca, miele, salumi, formaggi, verdura e frutta dell'orto, funghi, sono gli ingredienti principali della cucina dell'entroterra dove mani sapienti preparano un cinghiale eccellente, carni in umido dal sapore deciso da accompagnare con i robusti rossi locali.
Il "Sassicaia" è stato definito il miglior vino del mondo e il fatto che si produca proprio nel cuore della Costa degli Etruschi basta da solo a certificare l'eccellente livello raggiunto dalle produzioni vitivinicole locali. Nel "nuovo Eldorado del vino italiano" si produce anche un olio extravergine d'oliva che non ha nulla da invidiare al cugino da bordolese, tanto che un'ottima alternativa per scoprire il lato meno chiassoso e più intrigante della Costa degli Etruschi è proprio percorrere la Strada del Vino che l'attraversa da cima a fondo. Proprio i vini di altissima qualità sono gli artefici di una positiva reazione a catena che ha suscitato un apprezzamento sempre crescente anche per gli altri prodotti della terra etrusca, come il miele, i salumi e l'olio extravergine d'oliva. Insomma il vino toscano, specialmente per gli amatori d'oltralpe e d'oltreoceano, non è più solo il Chianti ed anche le produzioni enologiche della fascia collinare compresa fra Livorno e Piombino sono riuscite ad imporsi su tavole e mercati internazionali. L'ascesa irresistibile dei vini della Costa degli Etruschi è stata suggellata dall'attribuzione di ben tre Denominazioni di origine Controllata, le Doc di Montescudaio, Bolgheri e Val di Cornia che hanno incoronato vini bianchi, rosati e rossi, espressione della versatilità di questo territorio. Ad esempio nella zona di Montescudaio si è imposto l'uso di vitigni tradizionali come il sangiovese per i rossi, trebbiano, malvasia e fermentino per i bianchi, mentre i vini certificati con la Doc di Bolgheri, culla natale di capolavori come il Sassicaia e l'Ornellaia, accolgono anche uve di importazione come cabernet, sauvignon e merlot. Infine la Doc più a sud, quella della Val di Cornia, vede l'impiego di essenze inusuali come il canaiolo, il ciliegiolo, l'ansonica e il biancone dell'Elba che si sposano armoniosamente con il profumo dei vitigni tradizionali. I fiori all'occhiello della produzione vinicola della Val di Cornia sono il Corniello Doc e il Ghimbergo Doc: il Corniello si produce in piccole quantità nelle cantine dei coltivatori diretti che scelgono accuratamente le uve e seguono costantemente la fermentazione a temperatura controllata. Il risultato è un vino fresco e gradevole, dal profumo fruttato e di gusto delicato. Il Ghimbergo rosso si ottiene da uve sangiovese, canaiolo nero, ciliegiolo e cabernet che restituiscono un prodotto rosso rubino limpido, dal sapore asciutto e di buon corpo. Ottimo anche il Ghimbergo bianco, dall'odore fruttato e fresco, con sapore secco e dal retrogusto leggermente amarognolo.
Il dinamismo dell'agricoltura nell'entroterra livornese vale anche a proposito della produzione di olio extravergine d'oliva, favorita dal gentile clima mediterraneo e dalla posizione collinare degli oliveti. In particolare nelle zone di Castagneto e Bolgheri si produce un extravergine dalle caratteristiche eccellenti: mescolando olive frantoiane, leccine, maremmane, pendoline, maurine e maraiole si ottiene un olio denso e corposo, di intenso colore verde, lievemente "pizzichino", dolce e con retrogusto amaro. L'olio, usato prevalentemente crudo, è il coronamento indispensabile e delizioso della cucina locale, specialmente quella di mare.

Appuntamenti per i buongustai!

La tradizione toscana delle sagre appositamente studiate per mangiare bene e bere meglio si esprime al massimo nella Costa degli Etruschi dove, specialmente nel periodo estivo, sono davvero tantissime le occasioni per concedersi qualche peccato di gola. "Castagneto a tavola" offre laboratori del gusto, degustazioni guidate dei vini, visite alle cantine e cene a tema in ristoranti selezionati.
A Campiglia, in maggio, si celebrano cucina e folclore mentre è il pesce a dominare la Sagra di Caletta, vicino a Castiglioncello, dove in giugno una enorme padella frigge quintali di buon pesce. A Sassetta, nel mese di ottobre, si svolge la Festa d'Autunno dove si gustano polenta, castagne, zuppe e altre specialità locali. Si deve attendere dicembre invece per la sagra della cucina di Suvereto dove la buona tavola si alterna con appuntamenti culturali e folcloristici: protagonisti il cinghiale e le carni rosse cotte su una griglia gigante nel centro del paese.i passa in forno non senza aver completato l'opera con sale, olio d'oliva e un po' di rosmarino. 

Mare


E' mare premiato ogni anno quello della Costa degli Etruschi, sia per la qualità delle acque certificata dalle Bandiere Blu della Comunità Europea, che per l'ottimo livello dei servizi turistici.
Il principe della Costa degli Etruschi esige dunque rispetto, ma offre in cambio innumerevoli occasioni di svago e sport: i subacquei si potranno sbizzarrire con la pregiata e variegata fauna locale, i diportisti usufruire dei numerosi porti turistici attrezzati, primo fra tutti quello di Livorno. E chi ha voglia di relax, possiede un'ampia scelta di calette appartate, insenature protette dalla roccia e spiagge larghe e sabbiose.

Romito e Quercianella


Risalendo la panoramica strada del Romito, che fiancheggia una scogliera rosa scolpita dal vento, si trova Quercianella, una deliziosa località marinara immersa nella macchia mediterranea. Meta diletta di scrittori, artisti e poeti, fu una delle prime cittadine della Costa degli Etruschi ad ospitare gli stabilimenti balneari.Ancora oggi meta di un turismo di élite, Quercianella è una piacevole stazione climatica anche in primavera e autunno, mentre d'estate la sua costa frastagliata offre calette, piccole spiagge e porticcioli incantevoli. Da Quercianella partono anche alcuni itinerari trekking molto suggestivi che conducono agli edifici nati anticamente come fortificazioni costiere.
A picco su una cala stretta e pericolosa, la Torre di Calafuria fu costruita nel Cinquecento per difendere la costa dagli invasori, mentre il Castello del Boccale risale alla seconda metà dell'Ottocento. Di grande suggestione è anche il Castello del Romito, un fortilizio mediceo arroccato sul mare che ebbe tra gli ultimi proprietari anche il Ministro Sidney Sonnino, sepolto in una delle grotte naturali che circondano le mura. Dai dintorni di Quercianella partono infine gli itinerari che si addentrano nel bellissimo Parco delle Colline Livornesi.

Rosignano


Mare o collina? A voi la scelta, visto che Rosignano offre relax in collina al fresco degli olivi e luoghi balneari "cult" come le Spiagge Bianche a pochissima distanza tra loro. Rosignano Marittimo è un centro di origine medievale che sorge sulla sommità di una collina, come le sue frazioni Gabro, Nibbiaia e Castelnuovo della Misericordia: offre locande tipiche, aria buona, vita tranquilla e tanta natura.
Rosignano Solvay, Castiglioncello e Vada sono le frazioni affacciate sul mare, ormai divenute celeberrime fra i toscani che ogni fine settimana d'estate si accalcano in folla sulle loro spiagge.
Oltre allo splendido castello di origine medievale e fortificato in epoca medicea, a Rosignano Marittimo merita una visita il Civico Museo Archeologico di Palazzo Bombardieri che raccoglie i corredi di 11 tombe etrusche rinvenute nei pressi di Castiglioncello ed altri reperti archeologici provenienti dal territorio comunale. La Cisterna di Rosignano Marittima risale invece al Trecento, quando venne costruita per soddisfare il bisogno d'acqua dei castellani. Meritano una sosta anche la Chiesa di Sant'Ilario e l'area archeologica di San Gaetano, dove sono venuti alla luce due capanne etrusche, due edifici termali ed alcuni magazzini di epoca romana. Rosignano Marittimo offre anche ottimi itinerari trekking che si dipartono dalla località collinare per offrire spettacolari vedute sulla costa. Castelnuovo della Misericordia conserva parte dell'antico nucleo medievale, restaurato dopo i bombardamenti dell'ultima guerra, e nel centro storico si trovano la Chiesa Parrocchiale dedicata a Santo Stefano e la Villa di Santa Maria Assunta, di origine quattrocentesca.
Gabbro ha restituito numerosi sepolcreti etruschi e romani e conserva ancora oggi l'atmosfera tranquilla del piccolo borgo rurale: una bella esperienza può essere percorrere l'itinerario che dal centro del paese conduce alla Fonte di Rialto, dove anticamente le donne andavano per lavare i panni ed attingere acqua.
Nibbiaia non ha tradizioni antiche, essendo sorta soltanto agli inizi dell'Ottocento, e la vita sociale e commerciale si svolge tutta attorno alla piazza centrale, da dove si gode un panorama bellissimo.
A Rosignano Solvay le spiagge larghe e soffici sono punteggiate da moderni stabilimenti balneari ed è qui che si concentra il grosso della vita del comune, specialmente nel periodo di alta stagione turistica. Particolarmente note ed apprezzate dai giovani sono le cosiddette "spiagge bianche", situate in direzione di Vada: la massiccia presenza di bicarbonato di sodio rende il fondo sabbioso bianchissimo, candido come quello delle sabbie dei Caraibi. L'identità di Rosignano Solvay è stata disegnata dalla società belga Solvay, produttrice di soda caustica, carbonato e bicarbonato di sodio, che ha costruito praticamente tutto ciò che esiste ispirandosi al modello di "città giardino" molto in voga nel Novecento in Europa: proprio grazie alle numerose possibilità occupazionali offerte dagli stabilimenti industriali della Solvay, Rosignano Solvay è divenuto il centro più popoloso ed attivo del territorio comunale. Noto fin dall'Ottocento come meta turistica per via della particolare dolcezza del clima, Castiglioncello conserva ancora oggi buona parte del fascino della cittadina tranquilla ma dai vivaci fermenti culturali. Già nel secolo scorso i pittori divenuti poi famosi come "Macchiaioli" si trovavano a Castiglioncello, nella residenza del loro mecenate Diego Martelli, e negli anni '60 del Novecento la deliziosa località tirrenica divenne la meta estiva preferita dei più importanti personaggi della cultura e del cinema italiano. Castiglioncello è dunque il luogo di villeggiatura ideale per i turisti dal palato fine che chiedono servizi di alta qualità, poca confusione e cartelloni di eventi artistici e culturali di ottimo livello. A testimonianza della storia passata, resta la Torre Medicea costruita sul promontorio nel Cinquecento a difesa dalle incursioni dei pirati. I resti delle antiche città e necropoli etrusche sono stati completamente cancellati dalle moderne costruzioni. Vada è nata nel Settecento, stretta fra la campagna toscana, le pinete folte e gli arenili larghi e soffici. Super attrezzata per accogliere il turismo balneare, sua unica fonte di ricchezza e sviluppo, Vada offre campeggi e alberghi, pensioni, ombrelloni, sdraio ed occasioni per fare sport. Specialmente nella località conosciuta come "Mazzanta", si susseguono disco pub, night club, discoteche e ristoranti. Nel sottosuolo conserva terme romane e "horrea", una specie di terme costruite sulla sabbia delle dune costiere, mentre i fondali del suo litorale hanno rivelato la presenza di molti blocchi di marmo lavorato, provenienti dalle numerose navi romane che qui avrebbero fatto naufragio.

Cecina


Pineta, campagna attraversata dal fiume, dolci colline, mare e clima straordinariamente mite: queste caratteristiche hanno fatto di Cecina una delle località balneari più note d'Italia, ben attrezzata per accogliere turisti di ogni tipo, dai giovani alle famiglie con bambini. Il successo balneare ha determinato un notevole sviluppo del centro urbano negli ultimi anni, ma Cecina è nota fin dall'epoca etrusca. I romani colonizzarono il suo territorio come dimostrano i resti della splendida Villa di San Vincenzino, edificata nel I secolo avanti Cristo per una potente famiglia dell'aristocrazia romana: affreschi eleganti e mosaici preziosi adornavano le mura degli stabilimenti termali e della residenza nobiliare, mentre dal giardino adorno di statue e fontane si godeva un panorama superbo.
Con la decadenza dell'Impero Romano, Cecina venne abbandonata al suo destino e solo verso la metà dell'Ottocento il Granduca Leopoldo II di Toscana mise mano ad una poderosa opera di bonifica che cambiò completamente l'assetto del territorio. Fiorirono coltivazioni e centri urbani, prese avvio il processo di sviluppo economico che si è protratto almeno fino alla seconda guerra mondiale, quando Cecina fu praticamente rasa al suolo.
Il territorio di Cecina offre anche un'interessante occasione per il turismo responsabile ed attento ai valori dell'ecologia: la riserva naturale di Tomboli che interessa circa 15 chilometri della fascia costiera compresa fra Livorno e il promontorio di Piombino. Si tratta di una pianura alluvionale cinta dai pini messi a dimora nel periodo delle bonifiche granducali, con sottobosco di macchia mediterranea: la riserva è stata creata per salvaguardare il prezioso ecosistema litoraneo dalle incursioni del turismo di massa.
I fasti del turismo hanno coinvolto prevalentemente la frazione di Marina di Cecina, affacciata sul mare e rinomata stazione balneare fin dagli anni Sessanta. La località costiera offre campeggi hotel, bar e ristoranti, occasioni per praticare sport di mare e divertirsi a fare le ore piccole. Il fiore all'occhiello di Marina di Cecina è la lunghissima pineta granducale che costeggia il la spiaggia: cinque chilometri immersi nel verde che si susseguono fino a Marina di Bibbona, attrezzati con piste ciclabili, tavoli e panche di legno, fontanelle e giochi per bambini. Al largo del litorale di Cecina si trova uno dei più bei mari del Tirreno, meta di appassionati subacquei alla ricerca di animali marini e reperti archeologici.

Bibbona


Bibbona sorge alle pendici delle Colline Metallifere, adagiata lungo la Valle del Cecina, ed offre dunque un volto collinare ed uno costiero. Il centro di Bibbona venne fondato nel Quattrocento ma solo nel Settecento inoltrato le bonifiche leopoldine resero vivibili anche i vasti terreni alle spalle del mare. Molto suggestiva è la Pieve di Sant'Ilario, fondata nell'XI secolo ed ampliata nel corso del successivo, che conserva notevoli opere pittoriche ed un pregiato tabernacolo in marmo bianco. Di impianto medievale è anche il Palazzo del Comune Vecchio che conserva la facciata originale arricchita da numerosi stemmi delle famiglie nobiliari. Di alto valore artistico e architettonico è infine la Chiesa di Santa Maria della Pietà, conservata nel cuore antico del borgo di Bibbona: costruita nel Quattrocento a testimonianza del valore acquisito dalla cittadina, si fa notare per l'imponenza della mole e la suggestiva copertura a cupola.
Una vacanza all'insegna del naturalismo trova a Bibbona un'eccellente opportunità, visitare il bosco protetto della Magona, ricamato da sentieri e strade che lo collegano alle foreste del volterrano e ai parchi della Val di Cornia. Marina di Bibbona è la frazione affacciata sul mare dove si trovano strutture ricettive di ottimo livello e in grado di soddisfare le esigenze di una clientele variegata, spiagge attrezzate, pinete ombrose con sentieri puliti da percorrere a piedi o in bici, locali e ristoranti, parchi giochi per i più piccoli.

Castagneto Carducci


Nella sua classifica "Ecosistema Vacanze", Legambiente dà a Castagneto il primo posto, classificandola la meta turistica più vivibile, mentre la Comunità Europea ne ha premiato il mare assegnando la Bandiera Blu per ben sei volte negli ultimi dieci anni. Come se non bastasse, a due passi da Castagneto partono gli itinerari del Sassetta trekking che condurranno gli amanti della natura alla scoperta della campagna circostante, dove le colline rotonde custodiscono atmosfere, ritmi e stili di vita dal sapore antico. Castagneto è un delizioso borgo arroccato sulla sommità di un colle, dominato dalla Rocca del Castello dei Conti della Gherardesca e dalla Chiesa di San Lorenzo. Piazzette, stradine lastricate ed antichi edifici addossati alla collina danno a Castagneto un'atmosfera assai suggestiva.
Molto numerosi anche i luoghi di culto, come l'Oratorio di San Guido dalla caratteristica pianta ovale, le Chiese della Immacolata Concezione e della Madonna del Carmine. Nella Cappella del SS. Crocifisso si conserva il grande Cristo ligneo rinvenuto nel monastero di San Colombano ed attribuito alla Scuola Pisana del Quattrocento: lo si scopre due volte l'anno, il 3 maggio e il 14 settembre, ed ogni tre anni viene portato in processione nella Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo. Dal 1992 è in funzione il Centro di valorizzazione Casa Carducci, volto a rievocare il profondo legame che legò il sommo poeta a Castagneto. Il padre di Giosuè Carducci era infatti il medico condotto di Bolgheri fin quando la sua mentalità progressista e libertaria lo costrinse a trasferirsi nella più tranquilla Castagneto, dove anche il poeta visse fino al 1849. Da allora Giosuè Carducci venne frequentemente ospitato nella villa di proprietà della famiglia Epinassi Moratti, ancora oggi proprietaria dell'immobile che ospita il Centro, dove si trovano anche arredi ed oggetti personali del poeta.
La strada più affascinante per arrivare a Bolgheri è il Viale dei Cipressi, immortalato dalla celebre poesia "Davanti a San Guido" di Carducci. Delizioso centro di origine medievale, immerso in una campagna ridente dai colori mozzafiato, Bolgheri conserva intatta l'atmosfera dei tempi di Carducci nel fitto reticolo di stradine che si aggirano tra antichi palazzi, pievi e botteghe artigianali. Incendiato e saccheggiato nel 1496 dalle truppe dell'imperatore Massimiliano, il centro storico fu ricostruito nel corso del Cinquecento assieme allo splendido castello che ancora oggi lo domina. Nella Seconda metà del Settecento Bolgheri acquisì la fisionomia definitiva, che oggi si conserva con l'irripetibile fascino dei tempi andati. A Bolgheri si trova anche il prezioso Rifugio faunistico che tutela una delle poche aree palustri tipiche della Maremma di un tempo e quasi totalmente cancellate dalle bonifiche granducali.
Donoratico, è la Mecca del turismo balneare nella Costa degli Etruschi. La storia non ha lasciato gran che da vedere a Donoratico, sviluppatosi in epoca piuttosto recente, a parte i ruderi del vecchio castello sorto su preesistenti insediamenti etruschi. Il castello divenne una delle più imponenti e sicure fortezze della costa tirrenica, ma finì distrutto nel 1433 a causa di una vendetta trasversale dei fiorentini contro i nemici livornesi. Oggi Donoratico offre una vastissima gamma di soluzioni per l'alloggio, occasioni di svago serale come pub, ristoranti e discoteche, spiagge e pinete attrezzate per i giochi dei più piccoli. Nella zona di Marina di Castagneto si trova uno dei parchi giochi più noti dell'intera Toscana, l'ormai storico Cavallino Matto, che nelle sere d'estate pullula di bambini e genitori impegnati nei divertimenti più disparati. Le spiagge libere del comune di Castagneto sono oggetto di pulizia costante e la trasparenza dell'acqua viene ogni anno premiata dalle bandiere blu delle Comunità Europea.

San Vincenzo


San Vincenzo è la località turistica più attrezzata della Costa degli Etruschi ed offre ai visitatori una lunga esperienza nell'arte dell'accogliere. Al centro di un'importante zona archeologica etrusca, a due passi da Populonia ed affacciato su un litorale di sabbia finissima orlato di macchia mediterranea, San Vincenzo è il vero polo d'attrazione per il turismo estivo nella Costa degli Etruschi. A completare l'offerta ci sono l'efficiente ed attrezzato approdo turistico, la centralità geografica rispetto alle città d'arte Firenze e Pisa, gli imbarchi per la vicina Isola d'Elba.
La parte più a sud del litorale di San Vincenzo è protetta dal Parco costiero di Rimigliano, una lunga striscia di pineta che fiancheggia il mare fino al bellissimo Golfo di Baratti. Il Parco offre l'opportunità di raggiungere la spiaggia spostandosi a piedi o in bicicletta e nelle caldissime giornate estive concede un po' di ristoro all'ombra dei pini.
Situato in posizione strategica, vicino alle ricche Colline Metallifere ed al centro delle rotte per l'Isola d'Elba, San Vincenzo fu abitato in epoca antichissima. Nei dintorni sono stati rinvenuti molti insediamenti di età etrusca che testimoniano di un'intensa attività estrattiva, siderurgica e commerciale. I romani intensificarono ancora di più l'importanza strategica di San Vincenzo, facendovi passare la via Aurelia, mentre si deve ai Longobardi l'edificazione del Castello di Biseco. Fu comunque dopo la conquista pisana che si costruirono la torre costiera e il primo nucleo abitato, costituito prevalentemente da casette di pescatori. Nel Quattrocento San Vincenzo passò sotto il dominio dei fiorentini per entrare successivamente a far parte del Granducato di Toscana.
San Vincenzo offre oggi tutte le attrezzature ed i servizi necessari per soddisfare le esigenze del vacanziere estivo, che qui può godere di uno dei tratti di litorale più larghi e soffici del Tirreno, costeggiato da una fitta pineta impiantata ai tempi delle bonifiche granducali che corre fino al Golfo di Baratti.
Moltissime le occasioni per praticare gli sport legati al mare, ottimi ristoranti, fra i quali spicca il celeberrimo "Gambero Rosso", locali notturni, discoteche, bagni attrezzati, parchi giochi per bambini, opportunità per lo shopping. Insomma per trascorrere una vacanza all'insegna del relax in spiaggia e del divertimento, a San Vincenzo non manca proprio niente.
Un' ottima alternativa al soggiorno lungomare a San Vincenzo è offerta dalla frazione collinare del territorio comunale, il piccolo abitato di San Carlo. Frequentato fin dal Paleolitico, San Carlo conobbe un periodo di grande benessere economico quando la società belga Solvey si interessò ai suoi giacimenti di calcare. In quel periodo vennero costruite le prime abitazioni per le famiglie dei minatori dalle quali si sviluppò il tessuto urbano del paese. Quando arrivarono i macchinari a sostituire gli uomini nelle miniere, San Carlo venne completamente abbandonato. Oggi conta poco più di 400 anime e la macchia mediterranea che lo circonda completa l'offerta di una località collinare fresca e tranquilla, a due passi dal mare di San Vincenzo.

Campiglia Marittima


Piccolo centro collinare, Campiglia Marittima è una località di campagna immersa tra oliveti e ciuffi di macchia mediterranea, in posizione strategica al centro delle altre località della Costa Etrusca. Il suo territorio accoglie parchi naturali ed archeologici, tra i quali merita indubbiamente una visita il Parco Archeominerario di San Silvestro.
La presenza umana è testimoniata a Campiglia fin dal Medioevo, anche se lo sviluppo della cittadina risale al XII secolo quando le sue vicende si intrecciarono con quelle della potente città di Pisa. Proprio grazie alla sua posizione strategica, Campiglia divenne sede di una Capitaneria istituita dal Comune di Pisa che dalla Rocca costruita sulla sommità dell'abitato controllava le acque tirreniche. Quando nel 1406 Pisa capitolò davanti a Firenze, Campiglia entrò nell'orbita del potere fiorentino che se ne avvalse come di un importantissimo avamposto militare. Quando gli interessi dei fiorentini furono rivolti altrove, cominciò il declino strategico, militare ed economico di Campiglia che da allora in avanti resterà un terreno agricolo gestito dagli abitanti del posto.
Sulla sommità di un colle, Campiglia conserva ancora oggi i resti delle poderose mura di fortificazione che ne ricordano la passata importanza strategica e militare. A dominare l'abitato si erge la poderosa Rocca, edificata attorno al XII secolo sui resti di una fortezza preesistente: da qui due sentieri scoscesi portano nel cuore del paese, la piazza, l'uno costeggiando il bellissimo teatro rinascimentale dei Concordi, l'altro passando davanti al Palazzo Pretorio, costruzione pisana del 1200. Uscendo dalla Porta a Mare si scorge un panorama straordinario: lo sguardo spazia da Populonia a Punta Ala, con dirimpetto la sobria chiesa gotica di San Giovanni.
Sotto la cappella laterale della chiesa è ancora conservata la scritta "sator arepo tenet opera rotas", uno scioglilingua in volgare arcaico leggibile in tutti i versi che costituisce una delle testimonianze più preziose per i ricercatori che studiano il famoso periodo in cui la lingua italiana cominciava a prendere forma, staccandosi dal latino.
Venturina è una frazione di Campiglia Marittima, ma dal punto di vista turistico costituisce il polo d'attrazione dell'intero territorio comunale. Nota fin dal Medioevo per le proprietà benefiche e curative delle sue acque termali che sgorgano dalla roccia a 36 gradi, Venturina offre oggi la la possibilità di trascorrere un pomeriggio nel suo Calidarium, inserito nella splendida cornice di un borgo che ha conservato intatto il fascino antico.
Alla vivacità di una cittadina che ospita in continuazione fiere, sagre e feste, si unisce dunque la suggestione della parte antica che domina a Caldana dove si trovano il Mausoleo Romanico e le terme del Calidario. Le acque calde di Venturina erano note già nell'VIII secolo e il passare dei secoli non ha scalfito minimamente l'attrattiva di una località collinare vicina alle spiagge del Tirreno dove ci si può crogiolare in acque sorgive tiepide, godendo di una cornice antica di intensa suggestione.

Suvereto


Una vacanza a Suvereto si trasformerà sicuramente in un'esperienza indimenticabile. Ridente borgo collinare, Suvereto è uno dei paesi antichi toscani meglio conservati, immerso in uno scenario naturale splendido, tra la costa tirrenica, la macchia mediterranea e le colline punteggiate di vigneti e oliveti. Probabilmente il primo insediamento urbano risale agli anni intorno al Mille, quando la località divenne una sede vescovile temporanea.
Dopo esser divenuto un feudo degli Atalberti, Suvereto divenne proprietà della famiglia Alobrandeschi e successivamente parte della signoria di Piombino. Dopo la parentesi napoleonica entrò a far parte del Granducato di Toscana.
Si conserva ancora buona parte dell'originaria cinta muraria che difendeva Suvereto, disegnando un cerchio al cui centro sorgeva la Rocca, cuore geografico e politico della vita cittadina. Girellando per le stradine di Suvereto, vi imbatterete in diversi pregevoli esempi di architettura religiosa, come la Chiesa di San Giusto, un edificio in stile romanico la cui costruzione si fa risalire al 1189. Si conserva ancora sopra l'altare della Chiesa della Madonna l'icona miracolosa della Vergine rinvenuta nel XVIII secolo e riposta nell'edificio appositamente costruito. Meritano una sosta anche la Chiesa del SS. Crocifisso e il Convento di San Francesco dove è visitabile anche lo splendido chiostro. Il Palazzo Comunale trova sede in un bell'edificio del Duecento, completato da un superbo loggiato e da una torre merlata, mentre è rimasto ben poco della Rocca che dominava la collina di Suvereto, ritenuta uno degli edifici più antichi di tutta la Maremma.
Nelle vicinanze di Suvereto, il Parco Naturale di Montioni, offre la straordinaria opportunità di visitare a piedi un edificio termale di epoca napoleonica immerso nel verde. La fitta rete di sentieri si aggira fra la testimonianze di un passato che accolse minatori e carbonai, pastori e taglialegna, popolato da una fauna numerosa che trova rifugio nel bosco protetto.

Piombino


Importante centro industriale, legato prevalentemente all'attività siderurgica e alla presenza dei cantieri navali, Piombino è un centro vivace dove industria e terziario la fanno da padroni. Il che non equivale alla mancanza di occasioni per i turisti che troveranno mare limpido e moltissime occasioni di svago e sport. Piombino sorge su un promontrio bellissimo, affacciato su un mare pulito e cristallino, da dove sembra di poter toccare l'Elba con la punta delle dita. Numerosissime anche le testimonianze archeologiche, relative al periodo in cui gli Etruschi si insediarono in una zona strategica, ben collegata all'interno ed in posizione privilegiata per i traffici navali, ricchissima di risosrse naturali. Spiagge, campi da tennis e percorsi trekking, scuole di vela, surf, nuoto e sub, equitazione e bici per i più giovani e intraprendenti relax e tranquille gite in barca per i meno volenterosi: Piombino offre veramente un pacchetto completo al vacanziere estivo, oltre ad essere il principale punto d'imbarco per raggiungere l'Elba e le altre isole dell'Arcipelago Toscano.
Di orignie etrusche, Piombino divenne parte del territorio controllato dai fiorentini e nel corso del Quattrocento gli architetti della famiglia Medici le conferirono una chiara impronta urbanistica rinascimentale. Nel'Ottocento divenne proprietà di Elisa Bonaparte, sorella dell'Imperatore, che fece costruire palazzi e teatri, ville e musei.
Della vivace storia di Piombino conservano memoria numerosi edifici ancora oggi visitabili, come il Palazzo del Comune edificato nel XII secolo e più volte rimaneggiato, e la trecentesca Chiesa di Sant'Antimo. Risale invece al Cinquecento il Castello di Piombino, edificato per volere di Cesare Borgia.
Il punto di maggior interesse storico archeologico è comunque Populonia, dove si conserva uno dei migliori siti archeologici etruschi, reso ancor più suggestivo dalla splendida posizione affacciata sul Golfo di Baratti.
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