|
|
 |
| |
| ETRURIA
>> Presentazione |
|
GASTRONOMIA
VINI E PRODOTTI TIPICI
Locande ed enoteche, trattorie e ristoranti di lusso,
locali culto come il Gambero Rosso di San Vincenzo dove si riscoprono
sapori quasi dimenticati sono disseminati lungo tutta la Costa degli
Etruschi. Un'arte antichissima la gastronomia per queste terre,
che oggi trova nuova linfa nella fantasia dei cuochi e nell'eccellente
qualità dei prodotti locali.
|
|
Nel
piatto si mescolano il mare e le colline della Costa degli Etruschi,
una varietà invidiabile di ricette e sapori nata da una diversità
geografica davvero notevole per una striscia di terra tutto sommato
molto esigua.
La cucina nata dal mare propone
prima di tutto il celeberrimo cacciucco, ma i buongustai dovranno
assaggiare almeno una volta il baccalà e le triglie alla livornese,
il riso al nero di seppia, il polpo lesso e l'inzimino di seppie.
Da non mancare la zuppa di arselle, le grigliate di pesce nobile e
i gamberoni in guazzetto: insomma, in vacanza niente dieta, soprattutto
nella Costa degli Etruschi. Per lo spuntino di metà giornata, la gente
di mare, predilige la torta o cecìna, una gustosa preparazione a base
di farina di ceci cosparsa con abbondante pepe nero. Pasta fresca,
miele, salumi, formaggi, verdura e frutta dell'orto, funghi, sono
gli ingredienti principali della cucina dell'entroterra dove mani
sapienti preparano un cinghiale eccellente, carni in umido dal sapore
deciso da accompagnare con i robusti rossi locali.
Il "Sassicaia" è stato
definito il miglior vino del mondo e il fatto che si produca proprio
nel cuore della Costa degli Etruschi basta da solo a certificare l'eccellente
livello raggiunto dalle produzioni vitivinicole locali. Nel "nuovo
Eldorado del vino italiano" si produce anche un olio extravergine
d'oliva che non ha nulla da invidiare al cugino da bordolese, tanto
che un'ottima alternativa per scoprire il lato meno chiassoso e più
intrigante della Costa degli Etruschi è proprio percorrere la Strada
del Vino che l'attraversa da cima a fondo. Proprio i vini di altissima
qualità sono gli artefici di una positiva reazione a catena che ha
suscitato un apprezzamento sempre crescente anche per gli altri prodotti
della terra etrusca, come il miele, i salumi e l'olio extravergine
d'oliva. Insomma il vino toscano, specialmente per gli amatori d'oltralpe
e d'oltreoceano, non è più solo il Chianti ed anche le produzioni
enologiche della fascia collinare compresa fra Livorno e Piombino
sono riuscite ad imporsi su tavole e mercati internazionali. L'ascesa
irresistibile dei vini della Costa degli Etruschi è stata suggellata
dall'attribuzione di ben tre Denominazioni di origine Controllata,
le Doc di Montescudaio, Bolgheri e Val di Cornia che hanno incoronato
vini bianchi, rosati e rossi, espressione della versatilità di questo
territorio. Ad esempio nella zona di Montescudaio si è imposto l'uso
di vitigni tradizionali come il sangiovese per i rossi, trebbiano,
malvasia e fermentino per i bianchi, mentre i vini certificati con
la Doc di Bolgheri, culla natale di capolavori come il Sassicaia e
l'Ornellaia, accolgono anche uve di importazione come cabernet, sauvignon
e merlot. Infine la Doc più a sud, quella della Val di Cornia, vede
l'impiego di essenze inusuali come il canaiolo, il ciliegiolo, l'ansonica
e il biancone dell'Elba che si sposano armoniosamente con il profumo
dei vitigni tradizionali. I fiori all'occhiello della produzione vinicola
della Val di Cornia sono il Corniello Doc e il Ghimbergo Doc: il Corniello
si produce in piccole quantità nelle cantine dei coltivatori diretti
che scelgono accuratamente le uve e seguono costantemente la fermentazione
a temperatura controllata. Il risultato è un vino fresco e gradevole,
dal profumo fruttato e di gusto delicato. Il Ghimbergo rosso si ottiene
da uve sangiovese, canaiolo nero, ciliegiolo e cabernet che restituiscono
un prodotto rosso rubino limpido, dal sapore asciutto e di buon corpo.
Ottimo anche il Ghimbergo bianco, dall'odore fruttato e fresco, con
sapore secco e dal retrogusto leggermente amarognolo.
Il dinamismo dell'agricoltura
nell'entroterra livornese vale anche a proposito della produzione
di olio extravergine d'oliva, favorita dal gentile clima mediterraneo
e dalla posizione collinare degli oliveti. In particolare nelle zone
di Castagneto e Bolgheri si produce un extravergine dalle caratteristiche
eccellenti: mescolando olive frantoiane, leccine, maremmane, pendoline,
maurine e maraiole si ottiene un olio denso e corposo, di intenso
colore verde, lievemente "pizzichino", dolce e con retrogusto
amaro. L'olio, usato prevalentemente crudo, è il coronamento
indispensabile e delizioso della cucina locale, specialmente quella
di mare.
Appuntamenti per i buongustai!
La tradizione toscana delle sagre appositamente studiate per mangiare
bene e bere meglio si esprime al massimo nella Costa degli Etruschi
dove, specialmente nel periodo estivo, sono davvero tantissime le
occasioni per concedersi qualche peccato di gola. "Castagneto
a tavola" offre laboratori del gusto, degustazioni guidate
dei vini, visite alle cantine e cene a tema in ristoranti selezionati.
A Campiglia, in maggio, si celebrano cucina e folclore mentre
è il pesce a dominare la Sagra di Caletta, vicino a Castiglioncello,
dove in giugno una enorme padella frigge quintali di buon pesce. A
Sassetta, nel mese di ottobre, si svolge la Festa d'Autunno
dove si gustano polenta, castagne, zuppe e altre specialità
locali. Si deve attendere dicembre invece per la sagra della cucina
di Suvereto dove la buona tavola si alterna con appuntamenti culturali
e folcloristici: protagonisti il cinghiale e le carni rosse cotte
su una griglia gigante nel centro del paese.
|
|
 |

se
vuoi essere avvisato
sulle novità di questo
sito, inserisci il tuo
indirizzo e-mail qui
|
|