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:. VERSILIA :. ETRURIA
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| MAREMMA
>> Presentazione |
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L'ENTROTERRA
Per bellezza e occasioni di divertimento l'entroterra
maremmano non ha proprio niente
da invidiare alla costa che lo abbraccia.
Gastronomia ed escursioni naturalistiche, sport e passeggiate
in tranquilli borghi storici, relax alle terme e scenari selvaggi,
siti archeologici e piccole località dove si conserva
ancora uno stile di vita sobrio e rilassato: una vacanza nell'entroterra
maremmano non si lascerà scordare facilmente.
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Al confine tra le province
di Siena e di Grosseto, meritano senz'altro una sosta Monterotondo
Marittimo, piacevole località a 500 metri d'altitudine
immersa nella profumata macchia mediterranea, e Montieri
dove i colli si trasformano in montagne vere , con picchi
che superano i mille metri. Monterotondo è noto per la
presenza di tanti soffioni boraciferi che ne fanno un centro
termale di prima grandezza: i vapori densi e bianchi, sfruttati
anche come fonte d'energia alternativa, regalano benessere e
relax grazie alle alte temperature che curano reumatismi, traumi
ossei e altre patologie. Il paesaggio è quasi surreale,
segnato dai piccoli vulcani dei soffioni ormai esauriti e dai
getti di vapore che sprigionano da terra: sbuffi e botti fragorosi
risuonano nelle orecchie e una nebbiolina biancastra aleggia
sempre a pochi centimetri da terra.
Montieri è immersa in un castagneto secolare , appoggiata
ad una montagna ricchissima di rame al cui sfruttamento è
stata legata per secoli la storia del paese, abitato da minatori
che foravano le pendici del monte. Scendendo dal centro del
paese verso la valle della Merse, si incontrano ancora i resti
di antiche miniere ormai in disuso. Oggi Montieri attira i visitatori
che vogliono godere della tranquillità di un paesino
di mezza montagna e passeggiare in un centro storico piacevole
e ben conservato, fare lunghe escursioni a cavallo nei fitti
boschi di castagno fino alle vette panoramiche dei monti circostanti,
gustare specialità gastronomiche locali come la pasta
fatta in casa e prelibatezze a base di selvaggina.
Massa Marittima è una tappa obbligata lungo il
percorso che da Siena conduce a Grosseto. Lo sfruttamento delle
risorse minerarie garantì a Volterra un rapido sviluppo
già attorno al Mille, ma la stagione che le ha conferito
il suo straordinario volto è stato il Medioevo. Ancora
oggi Massa Marittima conserva in buona parte intatto il tessuto
urbano medievale: la Città Vecchia di impianto romanico
con il Duomo, il Palazzo dei Vescovi, il Palazzo Comunale e
il Palazzo Pretorio collegati alla Città Nuova, costruita
secondo un progetto del XIII secolo. La visita di Massa Marittima
parte dal Duomo, costruito con forme pisane tra il XII e il
XIII secolo e sollevato su un podio a gradoni. La facciata è
di stile romanico pisano sormontata da pinnacoli gotici aggiunti
in epoca più tarda. L'interno conserva bassorilievi pre
romanici e uno splendido fonte battesimale in travertino, sormontato
da un tabernacolo in marmo del Quattrocento. Poco distante dal
Duomo si trova la Fonte pubblica, detta dell'Abbondanza, costruita
nel 1265: presenta tre grandi archi sotto i quali si trova una
ricostruzione fedele dell'antica vasca dove si raccoglie l'acqua
che sgorga dall'arco centrale. Fra i numerosi palazzi antichi
di Massa spicca il Palazzo Comunale, uno splendido complesso
romanico risalente al XIII - XIV secolo.
Il Palazzo del Podestà, costruito nel XIII secolo, ospita
le raccolte del Museo Archeologico e della Pinacoteca: vi si
ammirano reperti etruschi e una bellissima Maestà di
Ambrogio Lorenzetti. Piazza Matteotti è il cuore della
Città Nuova: la domina la torre del Candeliere, eretta
nel 1228 e collegata alle mura della Fortezza da un grande ponte
ad arco. Da vedere è anche il Museo di Storia e Arte
delle Miniere, allestito all'interno del Palazzetto delle Armi:
vi si raccolgono gli strumenti di lavoro dei minatori, fotografie
e numerosi documenti relativi all'attività mineraria.
Di grandissima suggestione è infine il Museo della Miniera,
realizzato nel 1980 all'interno di alcune gallerie scavate come
rifugio durante la seconda guerra mondiale: illustra i vari
metodi adottati nel corso dei secoli per sfruttare le miniere
di pirite. Una piacevole gita nei dintorni di Massa conduce
al Lago dell'Accesa, un invaso carsico di acque purissime profonde
fino a 40 metri. Nelle vicinanze del lago si trova il sito archeologico
di Macchia del Monte, dove sta venendo alla luce un villaggio
etrusco: i reperti rinvenuti fino ad oggi sono esposti nel museo
archeologico di Massa Marittima.
Roccastrada sorge su una piattaforma di antichissimi
massi inclinati e dal suo centro si dipartono le strade che
conducono ad alcuni dei borghi più suggestivi delle colline
maremmane, come Sassofortino da dove si gode un panorama ineguagliabile,
Tatti e Roccatederighi, minuscoli agglomerati di case davvero
deliziosi, Montemassi dove si conservano il castello panoramico
e la Chiesa di Sant'Andrea. Roccastrada è il più
solitario ed austero tra i borghi dell'Alta Maremma e la sua
storia di centro minerario si intreccia a doppio filo con quella
delle vicinissime Colline Metallifere, già in territorio
senese. Proprio le ricchezze del sottosuolo hanno fatto di Roccastrada
un centro potente e vivace fin dal Medioevo: oggi si può
visitare il centro storico del paese, arricchito da alcuni palazzi
antichi e da una bella terrazza panoramica, oppure si può
percorrere il vasto sistema di sentieri che toccano tutti i
borghi isolati e le frazioni del comune. Si può scegliere
la passeggiatina breve, oppure organizzare un giro completo
dei dintorni che può richiedere anche una settimana di
tempo. Il mare dista solo una mezz'ora in auto.
Campagnatico, Cinigiano e Civitella Paganico sono tra
le località più piacevoli delle colline maremmane,
tranquilli centri agricoli dalle pittoresche caratteristiche
architettoniche immersi nel verde. In questa zona si producono
un eccellente olio extravergine d'oliva, vini Doc Morellino
di Scansano e Montecucco, miele, grappe, salumi e formaggi,
ortaggi e frutta spesso provenienti da coltivazioni biologiche.
Campagnatico è dominato dalla possente Rocca Aldobrandesca,
nei cui pressi si conservano anche le chiese di Sant'Antonio
e dei Santi Cerbone e Michele. Merita sicuramente una visita
anche la Pieve Vecchia, a sud dell'abitato, al centro di una
vasta area archeologica di origine romana ,come documentano
i resti del muro perimetrale. A Cinigiano si può invece
visitare la chiesa di San Michele Arcangelo, risalente al XIII
secolo, oppure raggiungere la piazzetta centrale per godere
lo splendido panorama sulla campagna circostante.
Civitella Paganico offre una vasta serie di itinerari
alla scoperta delle colline maremmane: da qui si parte per visitare
piccoli borghi come Casal di Pari, Casenovole e Monte Antico
sormontate dai castelli medievali, Paganico dove è ancora
visibile la cinta muraria costruita nel Trecento, Pari e Badia
Ardenghesca dove si conserva una deliziosa chiesa romanica.
Civitella Paganico offre anche l'opportunità di visitare
la Riserva Naturale del Basso Merse, una cerniera boschiva che
costeggia il fiume Merse ed unisce le province di Siena e Grosseto:
i boschi di leccio sono abitati da varie specie di animali selvatici
e si può passeggiare lungo le rive del fiume, accamparsi
all'ombra delle piante oppure visitare il singolare Museo degli
attrezzi da lavoro tipici di questa zona della Toscana.
Speroni di roccia calcarea dominano gli austeri borghi
di Roccalbegna e Semproniano, ai piedi del versante
meridionale dell'Amiata. Sui torrioni calcarei volano numerose
specie di rapaci e boschi fitti coprono i fianchi del monte:
i pastori della zona sono abituati a convivere con il lupo,
che in quest'area selvaggia si è salvato dalla caccia
indiscriminata e sopravvive soprattutto nella valle dell'Albegna,
che scende da Roccalbegna fino a Saturnia. Qui il Wwf sta elaborando
un progetto per reinserire anche il capovaccaio, un piccolo
ed elegante rapace che un tempo abitava le campagne toscane
e laziali, ma è stato decimato dall'uomo negli ultimi
decenni.
Roccalbegna è uno dei borghi più belli dell'alta
maremma, di origine medievale e protetto da poderose mura di
fortificazione erette dai senesi, mentre Semproniano, la cui
origine risale ugualmente al Duecento è priva di mura:
furono i senesi a distruggerle per evitare possibili insurrezioni.
Percorrendo suggestive stradine che si inerpicano lungo i fianchi
della collina, si scoprono i gioielli di Roccalbegna, come piccole
chiese e fortificazioni in pietra: la chiesa dei Santi Pietro
e Paolo è il monumento più significativo del paese,
con la facciata asimmetrica a causa di un improvviso sprofondamento
del terreno. Da qui si raggiungono l'Oratorio del Crocifisso
e la spianata della Rocca, mentre una breve salita conduce alla
Pietra, una vetta che domina il paese e la vallata dell'Albegna.
La tranquillità è sicuramente la caratteristica
principale di Semproniano, un borgo in pietra dominato dai resti
del Castello degli Aldobrandeschi e dalla Chiesa di Santa Croce.
Splendide anche le piccole frazioni attorno a Semproniano, veri
e propri gioielli dell'entroterra maremmano che meritano almeno
una sosta: è il caso di Rocchette, silenzioso gruppo
di case in posizione panoramica, di Catabbio, piccolo centro
etrusco e poi medievale, di Cellena, affacciata sul corso del
Fiora.
Lungo la valle del Fiora è nata la civiltà
del tufo, il principale elemento geologico locale che ha segnato
il paesaggio in maniera originale e unica: gole profonde nella
roccia e paesi costruiti interamente in nero tufo, aggrappati
ai fianchi di rocce aspre, dominati da castelli, torri e campanili,
importanti insediamenti etruschi e romani, come Sovana che è
famosa per possedere le più belle tombe artistiche dell'antica
Etruria. La zona attorno a Sovana, Sorano e Pitigliano
è unica per caratteristiche paesaggistiche e per suggestione,
con interi borghi costruiti a strapiombo sul sasso, circondata
da campagne disseminate di laghi, resti degli antichi vulcani
che sbuffavano coprendo la terra di lava: col passare dei secoli
il suolo imbevuto di lava si trasformò in una terra particolarmente
friabile, il tufo. Le piogge e lo scorrere dei fiumi hanno inciso
profondi solchi nel tufo malleabile ed oggi questa campagna
restituisce un paesaggio modellato dalla storia geologica, una
vera e propria opera d'arte che pioggia e fiumi hanno scolpito
come fosse marmo.
Piccolo insediamento etrusco sopravvissuto alla conquista romana,
Sorano entrò poi a far parte dei possedimenti della famiglia
Aldobrandeschi che la fortificarono rendendola praticamente
inespugnabile. A testimonianza della sua storia restano la poderosa
fortezza e le vie per raggiungere le necropoli scavate dagli
Etruschi direttamente nella nuda roccia: due di esse sono ancora
oggi percorribili e conducono l'una dalla necropoli di San
Rocco alle acque del fiume Lente, l'altra ad un sistema
di grotte artificiali scavate nel tufo. Immerso in un paesaggio
particolarmente suggestivo, Sorano conserva ancora intatto il
volto e il fascino medievali: la salita al Masso Leopoldino,
uno sperone di roccia che ospitava l'acropoli etrusca e poi
fortificato dai Lorena, regala un panorama superbo sulle gole
di tufo che circondano il paese.
Avvicinandosi alle pendici meridionali dell'Amiata si possono
esplorare le deliziose frazioni attorno a Sorano: merita sicuramente
una sosta la fortificazione medievale di Castelvecchio
da dove si raggiungono anche le rovine del Castellaccio,
un antico fortilizio medievale circondato da tombe etrusche
e romane. Tra le mete nei dintorni di Sorano, Vitozza ha un
fascino particolare: le cavità scavate nel tufo ricordano
il paesaggio dei Sassi di Matera e fra le grotte artificiali
si conservano ancora due tombe etrusche di fattura particolarmente
pregevole.
Sovana, antica capitale dell'alta maremma e fiera nemica
di Siena, conserva buona parte delle costruzioni realizzate
nel Medioevo, come la piazza, il Palazzo Pretorio e la
Loggia del Capitano. E' splendida la Rocca Aldobrandesca,
sebbene il fascino di Sovana si respiri soprattutto passeggiando
per le stradine lastricate in pietra e immerse nel silenzio.
Città etrusca circondata da fastose necropoli, Sovana
fu prima municipio romano e poi sede vescovile: qui nacque il
monaco Ildebrando, salito al soglio pontificio col nome di Gregorio
VIII.
Ad aver lasciato però le orme più suggestive del
loro passaggio sono stati senza dubbio gli etruschi, che a Sovana
hanno regalato una delle necropoli più belle dell'intera
Toscana. Tombe a cassa, a camera semplice, a edicola, a tempio,
a nicchia, a colombario incassate nella roccia e avvolte da
una vegetazione fitta e rigogliosa, sprigionano tutto il fascino
di una civiltà scomparsa che della morte e del viaggio
oltremondano fece il suo cardine. Il fascino del cuore medievale
integro, il Monte Amiata a far da bastione naturale, la ricchezza
dei reperti archeologici e la tranquillità tipica della
campagna maremmana, fanno di Sovana uno dei luoghi di villeggiatura
più piacevoli dell'entroterra. Chi avesse gambe ben allenate,
può pensare di raggiungere Pitigliano a piedi, percorrendo
l'antica strada immersa nel verde che in circa due ore di marcia
conduce da Sovana al paese vicino.
Pitigliano, assieme ai vicinissimi Sorano e Sovana, completa
il triangolo che venne fortificato dagli Aldobrandeschi anche
se supera indubbiamente i borghi vicini per la spettacolare
posizione panoramica: Pitigliano sorge su uno sperone di tufo,
circondato da forre e burroni, attraversato dai possenti archi
dell'acquedotto romano che termina con una bellissima fontana
proprio nella piazza principale del paese. Fu insediamento etrusco
e poi romano, affacciato su ben tre fiumi, il Meleta, il Lente
e il Prochio, sui quali svettano le casine strette, edificate
a mo' di piccole torri in pietra l'una accanto all'altra. Piccoli
vicoli lastricati salgono a spirale fino alla piazza, al Duomo
e alla chiesa di Santa Maria, mentre la sinagoga, il forno degli
azzimi, la scuola e l'archivio testimoniano della comunità
ebraica che qui visse dalla fine del Cinquecento per fuggire
dalle grinfie dello Stato Pontificio.
Pitigliano sorge al centro di un territorio ricchissimo di memoria
storica: dal centro si dipartono infatti le vie cave, scavate
dagli etruschi nella roccia ed ancora oggi visitabili, e numerose
necropoli etrusche fra le quali spicca quella detta del Gradone.
Intorno ai bastioni di tufo si allarga una campagna dolce, dove
si coltivano vigne e olivi che restituiscono prodotti agricoli
di qualità eccellente: lo si può verificare anche
nei ristoranti dove si servono generalmente poche pietanze,
tanto semplici quanto buone, come piatti a base di cacciagione
e pasta fatta in casa.
Le colline lungo il corso della Fiora ospitano uno dei siti
etruschi meno conosciuti, detto Poggio Buco, un insediamento
di età arcaica che fu poi distrutto e ricoperto da un
santuario romano di età imperiale. Sulla sommità
del sito si conservano ancora i resti dell'acropoli e del santuario
romano mentre, più in basso, si osservano tombe etrusche
a camera, parte delle quali vengono tutt'ora utilizzate dagli
abitanti come stalle.
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