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:. VERSILIA :. ETRURIA
:. MAREMMA :. ARGENTARIO
| MAREMMA
>> Presentazione |
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UN
PO' DI STORIA - GLI ETRUSCHI
Tutte
le popolazioni che hanno abitato la Maremma si sono dovute
confrontare con il suo territorio aspro e poco ospitale e
dunque la storia di questa terra coincide con la cronaca dei
successi e dei fallimenti nelle opere di bonifica del terreno
stagnante, infestato dalle zanzare della malaria.
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Terra
di miniere e pascoli, la Maremma è stata definitivamente
bonificata solo alla fine del XIX secolo, quando draghe e trattori
hanno permesso di interrare definitivamente le paludi e di rendere
nuovamente fertile il terreno, e il chinino ha permesso agli
abitanti di curarsi.
Le ossa fossili di orsi delle caverne , linci, tigri,
iene e lupi conservate nelle grotte dell'Uccellina, di Ravi
e di Massa Marittima testimoniano che già gruppi di cacciatori
neandertaliani abitarono la Maremma, presumibilmente attratti
dalla ricca fauna della zona. I primi stanziamenti stabili si
devono agli Umbri, che si fermarono nelle aree più interne
per dedicarsi alla pastorizia. Quando gli Etruschi prevalsero
sugli Umbri, la Maremma divenne un punto di riferimento per
l'economia e i commerci di tutto il Mediterraneo.
La civiltà etrusca
risale al X secolo a.C., quando la Toscana venne riunita per
assumere grosso modo i confini che ancora oggi conserva e i
suoi signori divennero tra i più potenti del Mediterraneo,
grazie all'abile e sapiente sfruttamento delle risorse minerarie
dell'Isola d'Elba e delle Colline Metallifere. La Maremma rivestiva
grande importanza strategica per gli Etruschi che infatti furono
i primi ad avviare opere di sistemazione idrogeologica e di
sistemazione del suolo per consentire l'avvio delle attività
agricole. Quando la civiltà etrusca giunse all'apice,
nel VII secolo a.C., Talamone era l'emporio commerciale di tutto
l'entroterra maremmano, strategica testa di ponte sul Mar Mediterraneo.
L' Etruria era divisa in
12 potenti lucumonie e due tra le più importanti si trovano
proprio in Maremma: Roselle e Vetulonia custodiscono un patrimonio
archeologico di importanza straordinaria, i loro reperti hanno
fornito scenari dettagliatissimi agli studiosi di una civiltà
che non ha lasciato alcuna testimonianza scritta. Di pari importanza
furono gli insediamenti di Statonia, Saturnia, Heba e Caletta,
e i porti di Talamone e Porto Ercole. Una vacanza in Maremma
non può dunque dirsi completa se non dedica almeno un
po' di tempo alla affascinante scoperta della civiltà
etrusca, che ancora oggi qui si mostra in tutta la sua potenza
e suggestione.
Ricca e potente, Vetulonia
era una delle principali lucumonie etrusche che basava la sua
economia sul commercio con i porti del Mediterraneo e con l'Oriente.
L'influenza di Vetulonia fu enorme fino al VI secolo a.C. quando,
per ragioni ancora ignote, iniziò un declino irreversibile
e i suoi abitanti si diressero verso Roselle e Populonia, le
sue dirette concorrenti che ne avevano preso il posto. Oggi
Vetulonia si distingue per essere una delle necropoli etrusche
meglio conservate ed offre al visitatore uno splendido panorama
sulla pianura che da Grosseto giunge fino al mare. Nella via
del Sepolcro si susseguono la Tomba del Belvedere, il Tumulo
della Pietrera, il Tumulo del Diavolino e la Tomba della Fibula
d'oro, mentre il ricchissimo corredo funerario rinvenuto a Vetulonia
è conservato nei musei archeologici di Grosseto e Firenze.
Soltanto nel 1887 la corretta posizione della città fu
identificata dal medico condotto di Campiglia Marittima, Isidoro
Falchi, e da allora il paese di Poggio Colonna è stato
ribattezzato con il nome della città etrusca.
Roselle conserva quasi intatta
la poderosa cinta muraria eretta nel VI e V secolo a.C. quando
divenne una delle più potenti lucumonie etrusche, sottraendo
il primato a Vetulonia. La potenza di Roselle fu determinata
con buona probabilità dalla posizione strategica: sorgeva
sulla sommità di un colle, affacciata su un ampio lago
navigabile collegato al mare e si trovava dunque al centro delle
vie di comunicazione che univano l'Etruria settentrionale a
quella meridionale. La vocazione prevalente di Roselle fu comunque
quella agricola e proprio qui si sviluppò la fiorente
coltivazione dell'olivo, anche se i suoi abitanti erano noti
in tutto il Mediterraneo per la straordinaria abilità
nella lavorazione della ceramica. Roselle si oppose strenuamente
all'invasione romana, ma nel 296 a.C. dovette capitolare davanti
al console romano Lucio Postumio Megello ed uniformarsi allo
stile di vita romano: in questo periodo si costruirono il foro,
le terme e l'anfiteatro. Attorno al I secolo d.C., Roselle seguì
il declino dell'impero romano e finì vittima degli invasori
saraceni che la distrussero e ne saccheggiarono le ricchezze
nel 935.
Oggi Roselle offre una concentrazione
incredibile di testimonianze storiche ed archeologiche, dalle
vestigia etrusche e romane fino ai lasciti del periodo medievale.
Del periodo etrusco si conservano le mura di fortificazione,
anticamente arricchite da ben sette porte di ingresso, alcune
tombe a camera, numerosi forni e buche scavate nella roccia
che testimoniano della fiorente attività di lavorazione
delle ceramiche. I resti romani sono sovrapposti a quelli etruschi
poiché gli invasori decisero di edificare case e monumenti
sopra i resti della civiltà precedente in segno di completa
sottomissione e dominio. Le strade sono lastricate in pietra
come in ogni città romana e si conservano ancora oggi
i resti del foro, le terme, l'anfiteatro e molte ville patrizie.
Di particolare interesse è il tempietto chiamato Domus
dei mosaici, una grande villa signorile dove i pavimenti delle
camere sono decorati con mosaici bellissimi. Al periodo cristiano
risale la basilica, mentre si devono ai Longobardi le numerose
tombe a cassone rinvenute nell'area del foro romano. .
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